Buon Natale!

Nell'augurare ai miei due lettori un felice Natale, colgo l'occasione per ripubblicare qui un bel messaggio di auguri che ho trovato sul blog di Naman Tarcha, giornalista siriano nato ad Aleppo e residente in Italia già da molti anni:

Il periodo natalizio per me da piccolo è sempre stato il più bello dell’anno, non solo per gli addobbi, le luci, ed i regali, che non sempre arrivavano, non perché non si andasse a scuola e non si facessero i compiti, ma per tutti i riti e gli appuntamenti che la stagione prevedeva. La mia agenda era sempre piena, avevo tanto da fare: uscite, feste, volontariato, parenti e amici da incontrare, cose da organizzare, e tanta, tanta, attesa. Attesa di una gioia che scaturisce da una nuova vita. Tutto coincide con l’esame personale di fine anno: tirare le somme di ciò che è stato, sperando che ciò che verrà sia migliore. Quello che invece non riuscivo a capire davvero erano le preghiere per la Pace, durante tutte le celebrazioni. Ero uno dei capi dei chierichetti e durante le lunghe messe, a volte troppo lunghe, avevo tanto tempo per distrarmi e riflettere. Insomma, Pace dove? Da noi non c’erano conflitti, e pensavo con tenerezza e compassione ai paesi in guerra, quelli lontani e sconosciuti, io che non ero mai uscito dal Paese, e solidarizzavo con loro. Le cose sono cambiate da quando ero bambino, e uomini cattivi hanno devastato il mio bel Paese, calpestando la Pace per interessi, ideologie e denaro. E negli ultimi sette anni ho visto la sofferenza del mio Paese, che non avrei mai voluto vedere. Non c’è una famiglia tra quelle di parenti e amici, in cui qualcuno non abbia perso la vita in un attentato o sotto le bombe dell’odio, o abbia abbandonato tutto e sia fuggito lontano, perché non aveva più nulla. Ho amici ormai in ogni luogo della Terra. In questi anni, ho imparato ad essere cinico: quando affronti il dolore e guardi la morte in faccia, afferri più fortemente la vita, e non ti fa più paura perdere tutto. Tante persone, amici e sconosciuti con storie straordinarie, mi hanno dato tanto. Mi hanno trasmesso forza, coraggio e grinta, per poter andare avanti. L’assurdo è che a trasmettermi la speranza, erano loro, sotto l’assedio e le bombe dei terroristi. Mi ricordo ancora, qualche anno fa, quando a Natale sono riuscito a parlare al telefono con mia madre; mi diceva: “come stai, stai bene? Sono preoccupata per te!”. Rispondevo : “Mamma sei tu che sei ad Aleppo, in mezzo ai terroristi!”. ”Stai tranquillo, abbiamo superato due guerre, supereremo anche questa!”, mi disse. Oggi cade il secondo anniversario dalla liberazione della mia città, Aleppo, grazie al sacrificio di tanti uomini e donne che con loro resistenza e pazienza, sono riusciti a sconfiggere il male, e a riprendersi la propria città, che sta tornando in vita più forte di prima. Questo ritorno alla normalità, anche se non piace ai nemici dei Siriani, è il vero miracolo. Tante persone sono incredule, e vedendo le immagini della città addobbata e pronta per festeggiare, insieme al santo Natale l’anniversario della sua rinascita. Quest’anno, quando pregherete per la Pace, dedicate un pensiero ad Aleppo e ai suoi abitanti, ma dedicatelo anche a voi, ai vostri figli, e che la Pace sia davvero sulla terra. La Pace è un lungo percorso, ha bisogno di essere costruita, protetta e difesa. Sopratutto, ha bisogno di Buona Volontà. La Pace è un duro lavoro interiore e l’essere umano, nei momenti più difficili, tira fuori a volte un coraggio senza paragoni: il segreto é non arrendersi, rialzarsi, perché il male non trionferà. È proprio vero che, proprio dal profondo del dolore, rinasce la speranza, che non muore mai.

Buona Pace a tutti!

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