<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="../../assets/xml/rss.xsl" media="all"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Mardy (Articoli su politica)</title><link>http://mardy.it/</link><description></description><atom:link href="http://mardy.it/it/categories/politica.xml" rel="self" type="application/rss+xml"></atom:link><language>it</language><copyright>Contents © 2026 &lt;a href="mailto:info@mardy.it"&gt;Alberto Mardegan&lt;/a&gt; </copyright><lastBuildDate>Sat, 11 Apr 2026 13:54:08 GMT</lastBuildDate><generator>Nikola (getnikola.com)</generator><docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs><item><title>Un editoriale di Marco Travaglio</title><link>http://mardy.it/it/blog/2023/03/un-editoriale-di-marco-travaglio.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Nonostante io non legga più Il Fatto Quotidiano (per i motivi spiegati
&lt;a href="http://mardy.it/it/blog/2016/10/il-fatto-quotidiano-plagio-e-propaganda.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, che restano tuttora
validi), continuo a imbattermi negli editoriali di Marco Travaglio, che spesso
apprezzo. Oggi invece mi sono imbattuto nell'introduzione del suo nuovo libro
&lt;a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/02/24/un-anno-di-bugie-per-mettere-agli-italiani-lelmetto-no-pax/7075675/"&gt;“Scemi di
guerra”&lt;/a&gt;,
e ve ne riporto un estratto che ho trovato particolarmente incisivo.&lt;/p&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo abolito la storia. È vietato raccontare ciò che è accaduto in Ucraina
prima del 24 febbraio 2022: gli otto anni di guerra civile in Donbass dopo il
golpe bianco (anzi, nero) di Euromaidan nel 2014 e le migliaia di morti e feriti
causati dai continui attacchi delle truppe di Kiev e delle milizie filo-naziste
al seguito contro le popolazioni russofone e russofile che, col sostegno di
Mosca, chiedevano l’indipendenza o almeno l’autonomia. Il tutto in barba ai due
accordi di Minsk. La versione ufficiale, l’unica autorizzata, è che prima del
2022 non è successo niente: una mattina Putin s’è svegliato più pazzo del
solito e ha invaso l’Ucraina. Se la gente scoprisse la verità, capirebbe che il
mantra atlantista “Putin aggressore e Zelensky aggredito” vale solo dal 2022:
prima, per otto anni, gli aggressori erano i governi di Kiev (l’ultimo, quello
di Zelensky) e gli aggrediti i popoli del Donbass. Fra le vittime, c’è il
giornalista italiano Andrea Rocchelli, ucciso dall’esercito ucraino… Abbiamo
abolito la geografia. Proibito mostrare la cartina dell’allargamento della Nato
a Est negli ultimi 25 anni (da 16 a 30 membri)… Eppure, che la Nato si sia
allargata a Est, accerchiando e assediando la Russia, minacciandone la
sicurezza con installazioni di missili nucleari sempre più vicine al confine,
in barba alle promesse fatte a Gorbaciov nel 1990, fino all’ultima provocazione
di annunciare l’imminente ingresso nell’Alleanza dei vicini di casa della
Russia – Georgia e Ucraina – è un fatto storico indiscutibile…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’altra cartina proibita è quella dei Paesi che non condannano o non sanzionano
la Russia, o se ne restano neutrali: quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America
Latina, cioè l’87% della popolazione mondiale. Ma al nostro piccolo mondo
antico occidentale piace far credere che Putin è isolato e noi lo stiamo
circondando. Sul fatto che Cina, India, Brasile e altri paesucoli stiano con
lui o non stiano con noi, meglio sorvolare: altrimenti lo capiscono tutti che
le sanzioni non funzionano… Solo abolendo la storia si può credere al
presidente Sergio Mattarella quando ripete che “l’Ucraina è la prima guerra nel
cuore dell’Europa nel dopoguerra”. E Belgrado bombardata anche dall’Italia nel
1999 dov’è, in Oceania? E chi era il vicepremier del governo D’Alema che
bombardava Belgrado? Un certo Mattarella… Abbiamo abolito il rispetto per le
altre culture. In una folle ondata di russofobia, abbiamo visto ostracizzare
direttori d’orchestra, cantanti liriche, pianiste di fama mondiale, fotografi,
atleti (anche paraolimpici), persino gatti e querce, soltanto perché russi. E
poi censurare corsi su Dostoevskij, cancellare dai teatri i balletti di
Cajkovskij, addirittura estromettere la delegazione russa dalle celebrazioni
per la liberazione di Auschwitz. Come se il lager l’avessero liberato gli
americani o gli ucraini e non l’Armata Rossa… i trombettieri della Nato
propagandano la bufala dell’“euroatlantismo” e gli scemi di guerra se la
bevono, senz’accorgersi che mai come oggi gli interessi dell’Europa sono
opposti a quelli dell’America. &lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2023/03/un-editoriale-di-marco-travaglio.html</guid><pubDate>Wed, 01 Mar 2023 17:37:28 GMT</pubDate></item><item><title>Un piano di pace per l'Ucraina</title><link>http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Tra i piani di pace proposti da vari politici europei e statunitensi, sarò
sincero, non ne ho letto nemmeno uno che mi paresse anche lontanamente
credibile. La mia impressione è che siano stati stesi più per raggirare i
propri elettori e presentarsi ai loro occhi come operatori di pace (mentre coi
fatti si supportano l'invio di armi e l'inasprimento delle sanzioni) che per un
genuino impegno, giacché ogni politico che abbia speso anche pochi minuti per
informarsi sulla situazione in Ucraina sa benissimo che questi piani di pace
sono non solo inaccettabili per la Russia, ma proprio impresentabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un piano di pace credibile deve prima di tutto tener conto dei motivi che hanno
spinto la Russia ad invadere l'Ucraina e, soprattutto, che spingono il popolo
russo a supportare la guerra. È certamente legittimo, e forse anche
ragionevole, non credere ai motivi dichiarati ufficialmente: è molto probabile,
anzi, che i motivi che spingono la Russia a continuare questa “operazione
speciale” siano, almeno in parte, altri, di natura economica a vantaggio di
poche persone particolarmente potenti (costruttori di armi in primis). E
possiamo metterci il cuore in pace, e rassegnarci al fatto che questi motivi
non li conosceremo mai; non è nemmeno importante conoscerli, in fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che dobbiamo conoscere è l'umore del popolo russo, e in particolare i
motivi per cui la popolarità del presidente Putin ha ripreso a risalire dopo
l'invasione dell'Ucraina. L'informazione che si dà in occidente certamente non
aiuta in questo, perché è dal 2014 che omette di riportare fatti importanti
sulla guerra in Donbass. Ebbene, al popolo russo vengono quotidianamente
mostrate in televisione e sui giornali le immagini dei civili che perdono la
vita a Donetsk e nelle altre città del Donbass, proprio nelle zone centrali
delle città dove non sono presenti obiettivi militari. Possiamo considerarla
propaganda, certo, ma i fatti esistono e sono solo un'intensificazione di
quello che è avvenuto negli 8 anni precedenti, ben documentato dai rapporti
della missione dell'OSCE e dall'alto commissariato per i diritti umani delle
Nazioni Unite&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fn:1"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre a questo, l'invio massiccio di armi e gli episodi di discriminazione
contro artisti russi, atleti, personaggi della cultura e dello spettacolo,
talora verso la stessa lingua russa, vengono ampiamente pubblicizzati dai mezzi
locali e convincono i Russi del fatto che il loro paese stia combattendo una
guerra esistenziale contro un'orda di fascisti e, militarmente, contro la NATO
intera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se davvero ci fosse la volontà, da parte dell'Occidente, di raggiungere la
pace, si dovrebbe lavorare per distruggere questa immagine e disarmare la
propaganda russa togliendole i fatti su cui si basa. In particolare, sono
persuaso che molti dei punti seguenti sarebbero ben visti dalla popolazione
occidentale e demotiverebbero la popolazione russa (inclusi molti soldati
richiamati al fronte) a voler combattere questa guerra fratricida:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Rimozione di ogni discriminazione nei confronti della cultura russa e dei
   suoi esponenti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Promessa che l'Ucraina non entrerà nella NATO o in alleanze militari che
   vadano oltre il reciproco impegno alla difesa (ovvero, no ad esercitazioni
   militari congiunte o basi straniere nel territorio dell'Ucraina, sì ad una
   promessa di intervento militare in caso di attacco).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Sospensione all'invio di armi finché l'Ucraina non abbia rimosso il titolo
   di eroe nazionale a Stepan Bandera e ad altri membri dell'&lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_di_polacchi_in_Volinia_e_Galizia_orientale"&gt;organizzazione
   nazista UPA&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Sospensione all'invio di armi finché l'Ucraina continuerà a bombardare i
   centri abitati privi di installazioni militari.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Si noti che nessuno di questi punti richiede la collaborazione o un previo
accordo con altri paesi (anche l'ingresso nella NATO è possibile solo col voto
unanime di tutti i membri esistenti, come ben ci ricorda la Turchia), e tutti
potrebbero essere immediatamente implementati. Quanto più crescerà il numero di
paesi occidentali che porteranno avanti queste politiche, tanto più crescerà
l'incertezza tra la popolazione russa, e col tempo anche l'incomprensione e il
discontento, visto che verrebbero a mancare i motivi ideologici che sostengono
il conflitto da parte russa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se poi vogliamo parlare di un piano di pace, concordato tra NATO, Ucraina e
Russia, questo potrebbe essere svolto lungo queste linee:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;L'Ucraina condanna l'ideologia nazista (quindi Bandera e amici), accetta di
   aprire una commissione internazionale (includente anche la Russia) di
   inchiesta sulle stragi del Maidan e di Odessa.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'Ucraina assegna al russo lo stato di seconda lingua ufficiale, similmente
   allo stato della lingua svedese in Finlandia&lt;sup id="fnref:2"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fn:2"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'Ucraina promulga una serie di leggi per garantire una limitata autonomia
   alle 5 regioni attualmente sotto il controllo russo (inclusa la Crimea) e
   l'amnistia per tutti i ribelli che non si siano macchiati di crimini di
   guerra (quindi una sorta di accordi di Minsk estesi a tutte le regioni
   occupate).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'Ucraina promette di non ospitare forze e apparecchiature militari di paesi
   terzi nel proprio territorio, né di partecipare ed esercitazioni militari
   congiunte, senza il consenso della Federazione Russa. Può tuttavia entrare
   in alleanze militari a scopo difensivo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'Ucraina promette di non mettere mai in atto sanzioni contro la Russia, né
   di richiedere visti ai cittadini russi per l'attraversamento della
   frontiera.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'esercito russo si ritira, e viene temporaneamente sostituito dalle forze
   armate di un paese terzo, non membro NATO, scelto dall'Ucraina.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nuovi referendum, sotto il controllo di osservatori internazionali (incluso
   ucraini e russi) nelle 5 regioni contese. I tempi saranno decisi
   dall'Ucraina. Russia e Ucraina si impegnano a riconoscerne e ad
   implementarne gli esiti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Le missione di pace introdotta al punto 6 viene dissolta.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;È fondamentale comprendere che le questioni territoriali sono di secondaria
importanza, e quello che più preme alla popolazione russa è l'avere buoni
rapporti coi paesi confinanti e non doversi preoccupare di colpi di stato,
rivoluzioni colorate fomentate dall'Occidente o di altri tentativi di mettere
il popolo ucraino contro quello russo. Se, per esempio, vi fosse una regione
russa che desiderasse separarsi dalla Federazione e venire annessa alla
Bielorussia, sono convinto che questo potrebbe avvenire in maniera pacifica
senza serie ripercussioni, in quanto i rapporti tra i due paesi sono buoni e la
Bielorussia non viene percepita come una minaccia. Questa era anche la
situazione con l'Ucraina prima del 2014&lt;sup id="fnref:3"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fn:3"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, ed è la situazione a cui si
dovrebbe cercare di ritornare.&lt;/p&gt;
&lt;div class="footnote"&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li id="fn:1"&gt;
&lt;p&gt;Si veda per esempio il &lt;a href="https://www.ohchr.org/sites/default/files/Documents/Countries/UA/ReportUkraineMay-August2018_EN.pdf"&gt;rapporto del periodo Maggio-Agosto
  2018&lt;/a&gt;,
  a pagina 5, punto 22. Altri rapporti sono visibili &lt;a href="https://www.ohchr.org/en/documents-listing?field_content_category_target_id[180]=180&amp;amp;field_content_category_target_id[182]=182&amp;amp;field_geolocation_target_id[1136]=1136&amp;amp;field_entity_target_id[1349]=1349&amp;amp;field_published_date_value[min]=&amp;amp;field_published_date_value[max]=&amp;amp;sort_bef_combine=field_published_date_value_DESC&amp;amp;page=0"&gt;in questa lista&lt;/a&gt;. &lt;a class="footnote-backref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fnref:1" title="Jump back to footnote 1 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:2"&gt;
&lt;p&gt;Si osservi che in Finlandia lo svedese è la lingua madre del 5% della
  popolazione soltanto, mentre in Ucraina il russo è la lingua madre di circa
  il 30% della popolazione. &lt;a class="footnote-backref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fnref:2" title="Jump back to footnote 2 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:3"&gt;
&lt;p&gt;Non esattamente, visto che vi erano già stati tentativi di rivoluzioni
  colorate e di instaurazione di governi anti-russi. Spero mi sia concessa
  questa semplificazione. &lt;a class="footnote-backref" href="http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html#fnref:3" title="Jump back to footnote 3 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;</description><category>actualitate</category><category>Italia</category><category>italiano</category><category>politica</category><category>reflexiones</category><category>Russia</category><category>Ucraina</category><category>Union Europee</category><category>USA</category><guid>http://mardy.it/it/blog/2023/01/un-piano-di-pace-per-lucraina.html</guid><pubDate>Sat, 21 Jan 2023 19:33:56 GMT</pubDate></item><item><title>The Media</title><link>http://mardy.it/it/blog/2022/09/the-media.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Ah, the media. No words from me are necessary here: just read these two
articles, then read their titles again, then wonder.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="https://news.mc/2022/09/12/ukrainian-refugees-attacked-by-russian/"&gt;news.mc/2022/09/12/ukrainian-refugees-attacked-by-russian/&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="https://news.mc/2022/09/15/assailant-appears-in-court-charged-with-assault-on-ukrainian-refugees/"&gt;news.mc/2022/09/15/assailant-appears-in-court-charged-with-assault-on-ukrainian-refugees/&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Just wow.&lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2022/09/the-media.html</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2022 20:29:28 GMT</pubDate></item><item><title>La premiazione di Maria Shukshina al Cremlino</title><link>http://mardy.it/it/blog/2021/09/la-premiazione-di-maria-shukshina-al-cremlino.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Il 31 agosto di quest'anno all'attrice russa Maria Shukshina è stata conferita
una medaglia per “servizio alla Patria” nell'ambito della cultura. A
consegnarle la medaglia è stato il primo ministro russo Michail Mishustin, che
probabilmente però non si aspettava dall'attrice un discorso di questa portata:&lt;/p&gt;
&lt;video id="video" controls preload="metadata"&gt;
   &lt;source src="http://mardy.it/archivos/videos/Premiazione%20Maria%20Shukshina.mp4" type="video/mp4"&gt;
   &lt;track label="Italiano" kind="subtitles" srclang="it" src="http://mardy.it/archivos/videos/Premiazione%20Maria%20Shukshina.vtt" default&gt;
&lt;/track&gt;&lt;/source&gt;&lt;/video&gt;

&lt;p&gt;L'ho sottotitolato per voi con tanto amore, e spero con pochi errori. Cercate
di non farvi troppo distrarre dal volto impassibile del primo ministro, anche
se effettivamente questo da solo varrebbe la visione del video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La domanda per voi, chiaramente, è questa: vi sono stati episodi analoghi in
Italia, in cui un personaggio dello spettacolo si sia rivolto così a Draghi,
davanti alle telecamere nazionali?&lt;/p&gt;</description><category>cinema</category><category>cultura</category><category>information</category><category>italiano</category><category>politica</category><category>reflexiones</category><category>Russia</category><category>scientia</category><category>societate</category><category>video</category><guid>http://mardy.it/it/blog/2021/09/la-premiazione-di-maria-shukshina-al-cremlino.html</guid><pubDate>Tue, 07 Sep 2021 08:42:03 GMT</pubDate></item><item><title>Un libro per riflettere: Donbass</title><link>http://mardy.it/it/blog/2021/08/un-libro-per-riflettere-donbass.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Il giornalista Vittorio Nicola Rangeloni ha recentemente pubblicato un libro, “Donbass — Le mie cronache di guerra”, in cui racconta la sua esperienza in Ucraina, paese in cui ha trascorso buona parte degli anni tra il 2014 ed oggi. A differenza dei suoi rapporti dal fronte, per il cui rigore ed obiettività si è fatto sempre apprezzare da chi lo segue sulle reti sociali, questo libro è una sequenza di pagine vive, in cui i numeri delle statistiche sulle vittime della guerra lasciano il posto alle storie di queste persone, che l'autore raccoglie e ci fa rivivere tramite la sua penna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un libro che non può che produrre emozioni forti e lo fa con un linguaggio colto e fluido, in cui non mancano passaggi che non esiterei a definire poetici, in particolare per come viene dipinto il contrasto tra il futuro che i protagonisti del racconto si aspettano (o che noi lettori siamo indotti ad auspicare per loro) e la triste realtà che vive chi trascorre la sua vita a poche centinaia di metri da un fronte di guerra. Rangeloni non usa parole forti, non descrive apertamente le sue emozioni, eppure (o forse proprio per questo) tramite la viva descrizione delle sue giornate e dei suoi incontri riesce a farle rivivere benissimo nel lettore, che a tratti si trova spaesato, a tratti impaurito, a tratti angosciato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Civili o combattenti, gli amici che l'autore ci fa conoscere ed amare vengono cancellati dalla pagina con la stessa rapidità dei proiettili che hanno posto fine alle loro vite. Il susseguirsi delle introduzioni alle nuove conoscenze ed amicizie del giornalista, le brevi descrizioni delle loro case danneggiate dai colpi dei mortai, le tazze di tè offerte al visitatore da chi ha poco o nulla da mangiare, e, talvolta, la notizia della loro prematura scomparsa, ci portano in una dimensione dove i freddi bollettini di guerra (pur spesso &lt;a href="http://mardy.it/it/blog/2018/04/what-you-dont-hear-about-ukraine.html"&gt;taciuti dai mezzi di informazione occidentali&lt;/a&gt;) non riescono ad entrare: è la dimensione umana della guerra, in cui non vi sono numeri ma volti, emozioni e speranze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il valore del libro sta principalmente in questo: è un'arma contro l'indifferenza, contro la convinzione di saperne abbastanza di un conflitto che, dimenticato dalle televisioni, sembra non aver più nulla da dirci. Mentre nel cuore dell'Europa si continua a morire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho letto con inconsueta (per me) avidità, e spesso con occhi lucidi, le più di trecento pagine di questo libro, e apprezzato la piccola raccolta fotografica che ne costituisce le ultime pagine. Come avrete già capito, il fatto che abbia preso la briga di parlare di questo libro significa che ne consiglio caldamente la lettura.&lt;/p&gt;
&lt;h5&gt;Dove aquistarlo&lt;/h5&gt;
&lt;p&gt;“Donbass — Le mie cronache di guerra” è edito da &lt;a href="http://www.idrovolanteedizioni.it/libri/donbass-le-mie-cronache-di-guerra/"&gt;Idrovolante edizioni&lt;/a&gt; ed è anche disponibile in molte altre librerie in linea.&lt;/p&gt;</description><category>actualitate</category><category>cultura</category><category>italiano</category><category>politica</category><category>reflexiones</category><category>Russia</category><category>Ucraina</category><guid>http://mardy.it/it/blog/2021/08/un-libro-per-riflettere-donbass.html</guid><pubDate>Sat, 07 Aug 2021 14:41:44 GMT</pubDate></item><item><title>Elezioni: diffidate dei finti sovranisti</title><link>http://mardy.it/it/blog/2019/05/elezioni-diffidate-dei-finti-sovranisti.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;p&gt;Da un anno a questa parte la parola “sovranità” ha acquistato importanza nel
dibattito politico, e l'epiteto “sovranista” è spesso affibbiato agli
intellettuali e ai politici, a volte come dispregiativo, altre volte invece 
rivendicato dal soggetto stesso come un attributo virtuoso. Tra questi ultimi,
tuttavia, si nascondono alcune personalità che di sovranista hanno solo uno
slogan e una mezza idea che sbandierano ad ogni comparsa televisiva, mentre si
candidano in un partito, sia esso la Lega o il Movimento 5 stelle, i cui
vertici restano saldamente fedeli all'Unione Europea e alla NATO.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Cambieremo l'Unione Europea dal di dentro&lt;/h3&gt;
&lt;center&gt;
&lt;iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2F215624181810278%2Fvideos%2F349505595754657%2F&amp;amp;show_text=0&amp;amp;width=560" width="560" height="315" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowtransparency="true" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br&gt;
Diretta FB con i candidati Elia Torrisi (Più Europa) e Francesca Donato (Lega)&lt;br&gt;
&lt;/center&gt;

&lt;p&gt;Quando sentite un politico fare questa affermazione, potete star certi che si
tratta di una persona che ha un'idea molto confusa su cosa significhi
“sovranità”. Promettere di tentare di cambiare l'UE dall'interno significa
promettere di premere qualche volta il pulsante nelle sessioni del parlamento
europeo in modo da farsi sembrare un ribelle, ma senza mai scalfire l'idea che
vuole le istituzioni europee scavalcare quelle nazionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ascoltate per esempio l'intervista a Francesca Donato, candidato della Lega,
raccolta nel video che trovate qui sopra; accostata al candidato di Più Europa
le differenze si fanno estremamente tenui. Certo, vi sono divergenze sull'idea
di come l'UE debba operare, ma nessuno sembra mettere più in dubbio il fatto
che il nostro paese debba continuare ad operare all'interno dei dettami imposti
da un sistema sovranazionale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Vogliamo un Europa più democratica”, si dice, senza spiegare come si possono
conciliare interessi nazionali tanto diversi: se per quasi tutti i paesi
dell'unione, ad eccezion fatta di Italia, Spagna e Grecia, è conveniente poter
accedere alle arance e all'olio prodotti in Nordafrica, &lt;strong&gt;un voto democratico
supporterebbe l'attuale abbattimento dei dazi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si parla anche di uniformare la fiscalità, affinché non esistano paradisi
fiscali all'interno dell'Unione Europea; ma davvero possiamo pensare che
Olanda, Irlanda, Lussemburgo e altri paesi possano accettare di vedersi alzare
le tasse dall'Unione Europea?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E come risolvere il problema delle delocalizzazioni all'interno dell'UE?
Ritorna anche qui la parola "uniformare", che raccoglie tuttavia un significato
molto più utopico di quanto possa sembrare: un serio processo di uniformazione
delle varie situazioni lavorative, che non miri a un'appiattimento dei diritti
al ribasso, dovrebbe passare per l'introduzione di dazi all'interno dell'UE,
regolati in modo da stimolare i paesi ad innalzare le condizioni lavorative
(ovvero: ti tolgo i dazi sulle esportazioni solo quando le condizioni nel tuo
paese migliorano), ma questo sarebbe in diretta contrapposizione con le forze
capitalistiche che attualmente sono al potere. In altre parole, non avverrà
mai.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Euro o no euro?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La Lega candida anche un brillante economista, Antonio Maria Rinaldi, che in
più occasioni ha criticato il sistema Euro (come la sopracitata Francesca
Donato, a capo del &lt;a href="https://www.progettoeurexit.it"&gt;progetto Eurexit&lt;/a&gt;). Sembra
tuttavia che la volontà di uscire dall'euro sia un po' scemata da quando le
candidature sono state annunciate, preferendo parlare di “riformare il sistema
euro”.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I sovranisti al guinzaglio di Trump&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Le personalità candidate dalla Lega vantano un curriculum di tutto rispetto, e
pure le idee che portavano avanti (specialmente prima della candidatura) erano
per me del tutto condivisibili. Tuttavia a mio parere si sono candidate nel
partito sbagliato, un partito guidato al guinzaglio da Trump (che a sua volta è
il burattino di Netanyahu) e che difficilmente seguirà la volontà dei suoi
elettori. Mi piacerebbe poter chiedere ai candidati leghisti se supportano le
sanzioni contro il Venezuela, se i Palestinesi hanno diritto ad un loro stato,
e molti altri quesiti ai quali (immagino, ritendendole persone intelligenti) le
loro risposte sarebbero molto diverse da quelle di Salvini. Avrebbero il
coraggio di professare apertamente le loro opinioni? E in caso di voto,
avrebbero il coraggio di disobbedire al padrone?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che la situazione nella sponda del Movimento 5 stelle sia molto migliore:
benché al suo interno vi siano persone informate e rette (una su tutte, Manlio
di Stefano), all'atto pratico il partito non ha dato mostra di voler cambiare
lo status quo sul piano internazionale; sul Venezuela c'è stato un timido
tentativo di alzare la testa, ma sanzioni alla Russia, attaccamento all'UE e
alla NATO restano ben saldi.&lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2019/05/elezioni-diffidate-dei-finti-sovranisti.html</guid><pubDate>Sun, 19 May 2019 15:37:40 GMT</pubDate></item><item><title>Employing a nazi sympathiser - RedHat under scrutiny</title><link>http://mardy.it/it/blog/2019/05/employing-a-nazi-sympathiser-redhat-under-scrutiny.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Update&lt;/strong&gt;: According to some rumors, RedHat has swiftly acted and the
protagonist of this story is no longer in their ranks. You still might want to
read this post, though, as it was not much about facts, but opinions. :-)
- 15.05.2019&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Politics is hard, and when you mix politics with other, more mundane aspects of
your daily life, the fight between political ideas, freedom of speech, and
other principles reach such a complexity that finding clear-cut answers becomes
quite hard.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Let's take for example the case, uncovered by the Ukrainian journalist &lt;a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anatoly_Shariy"&gt;Anatoly
Shariy&lt;/a&gt;, of a RedHat employee who
appears to be a Nazi sympathiser, &lt;a href="https://www.youtube.com/watch?v=xhIQSJn6s4E&amp;amp;feature=youtu.be&amp;amp;t=651"&gt;openly posing doing the Nazi salute right in
Berlin&lt;/a&gt;. It
will be interesting to see how (and if) RedHat will react to this information;
there are also other spaces to watch, given that the guy in question has been
giving talks in several conferences and is a very active member of the Eclipse
project.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Let's put aside the fact that in Germany exposing Nazi symbols is a crime, and
let's suppose that the guy did the Nazi salute in some other place where that's
not illegal; what would your reaction be, if you where the employer, or a
conference organizer, or if you had some position of authority in the open
source project that this guy is contributing to?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;On a personal level, taking a distance from this fellow and cutting all ties
would be a rather understandable step (unless, of course, you share his views);
but on a professional/business level, would that be the appropriate decision?
If your answer is positive, without hesitation, then this post is for you.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Showing a nice image&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;People have been fired or removed from their posts for much less than this,
that is true. Two cases which come to mind are &lt;a href="https://firedfortruth.com/"&gt;James
Damore&lt;/a&gt;, fired from Google for advancing the idea
that the low women representation in the IT industry might be due to some
biological traits, and &lt;a href="https://brendaneich.com/"&gt;Brendan Eich&lt;/a&gt;, who ceded to
pressure and &lt;a href="https://blog.mozilla.org/blog/2014/04/05/faq-on-ceo-resignation/"&gt;resigned from its post of CEO of
Mozilla&lt;/a&gt;
after the news of his past donations to an anti-gay movement went public. I'm
sure there are plenty of other similar cases out there, but these are the ones
I happened to notice at the time. And I don't like how these cases ended.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;While the two cases are extremely different from each other, the common
denominator is that -- in my opinion -- the companies (or the person itself, in
Eich's case) took a decision based exclusively at the perceived PR outcome, and
not on a matter of principle. And what is worse, is that this way of handling
disagreement is a great threat to freedom of speech and freedom of expression.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The world is full of racists, misoginists, homophobes, antisemitics, and, in
general, of people embracing ideologies which we despise. But I'm convinced
that the only way to fight these ideologies is opening a personal, one to one,
dialogue with the individual in question; getting to know their background, the
reasons why they came to believe in such things, and trying to find a way --
ideally, by providing yourself as a virtuous example -- to instill a doubt into
their convictions, and eventually to demolish them.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The firing of someone who has expressed some non-welcome ideas acts as a threat
to everyone else sharing the same views, and will lead to the result that the
problem will be swept under the carpet: fire one, and you'll never know about
the other dozens.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;The benefits a good fight&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;I can imagine some of you screaming in disagreement: “But if you don't get rid
of them, the whole working environment becomes poisonous: employees will no
longer feel at ease (not to mention customers!)”. True, but we can take other
actions, other than just fire the employee: we can actually talk. First of all,
we can get him to openly state his position. It's possible (and I think this
nicely applies to Damore's case) that we misunderstood what he really meant, or
maybe he didn't express himself properly, or (even better) he has already
changed his mind. But if that's not the case, I believe there can be a good
opportunity to actually improve the situation: get people to talk.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I'm probably being naive here, but if I were the employer I would ask all the
employees to report, anonymously, whether they feel comfortable continuing
working with this guy. Then, organize one to one (private) meetings between
this person and all his colleagues, of at least five minutes in length, and
maybe repeat the whole round of conversations one more time, a couple of weeks
later. And finally, get once again everyone's anonymous feedback, and draw the
conclusions.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The reason why I wrote that &lt;em&gt;I'm naive&lt;/em&gt; is because I think we'd see a clear
improvement in the answers, and we'd probably contributed, if not in
freeing one person from a poisonous ideology, at least in instilling some
doubt.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Back to reality&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Even if they read my post, I'm quite positive that RedHat will fire this guy:
being in the same open source community as Google and Mozilla, the push to
react in a similar way as their peers is just too strong (and that's why I
condemn how the previous cases have unfolded: they traced a road which has now
become too hard to avoid).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(In the specific case I confess I woudn't regret it, and -- despite all what
I've written above -- I believe that firing this employee would be the proper
retribuition: not for being a nazi, but because this guy had a school teacher
in Ukraine fired, after he publicly accused her of showing an old soviet song
to her pupils; a song that was not even about communism, and which is not at
all forbidden in Ukraine!)&lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2019/05/employing-a-nazi-sympathiser-redhat-under-scrutiny.html</guid><pubDate>Mon, 06 May 2019 19:30:44 GMT</pubDate></item><item><title>Cammino quindi penso - 2019-02-16 - Un messaggio ad Alessandro Di Battista</title><link>http://mardy.it/it/blog/2019/02/cammino-quindi-penso-2019-02-16-un-messaggio-ad-alessandro-di-battista.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;center&gt;
&lt;iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/9cscfjQDzsk" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;/center&gt;

&lt;p&gt;Non ci serve più Europa, né tantomeno i risultati elettorali dell'omonimo partito.&lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2019/02/cammino-quindi-penso-2019-02-16-un-messaggio-ad-alessandro-di-battista.html</guid><pubDate>Sun, 17 Feb 2019 06:50:53 GMT</pubDate></item><item><title>Cammino quindi penso - 2019-01-25 - Venezuela, Maduro tra forche e altari</title><link>http://mardy.it/it/blog/2019/01/cammino-quindi-penso-2019-01-25.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="344" src="https://www.youtube.com/embed/JpqZ6AtAVMk" width="459"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;Le informazioni che arrivano dal Venezuela dipingono Maduro come un dittatore che affama il suo popolo; altri invece ritengono che lo stia eroicamente difendendo contro l'imperialismo americano. Cercando di sfuggire dalla propaganda del potere, ma anche di non idealizzare un capo di stato che ha grosse responsabilità sulla situazione del suo paese, mi sono imbattuto in questo articolo interessante, scritto da un giornalista che ben conosce il Venezuela: &lt;a href="https://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/maduro-juan-guaido-socialismo-bolivariano/" target="_blank"&gt;leggilo qui&lt;/a&gt;.</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2019/01/cammino-quindi-penso-2019-01-25.html</guid><pubDate>Fri, 25 Jan 2019 11:22:00 GMT</pubDate></item><item><title>Cammino quindi penso - 2018-12-19 - Blockchain, a che ci serve?</title><link>http://mardy.it/it/blog/2018/12/cammino-quindi-penso-2018-12-19.html</link><dc:creator>Alberto Mardegan</dc:creator><description>&lt;center&gt;
&lt;iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Xutui9jt8n0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;/center&gt;

&lt;p&gt;Il governo italiano sembra davvero interessato ad investire denaro pubblico per studiare la blockchain (la tecnologia che sta alla base di BitCoin) e trovarne qualche utilizzo. Quella che sembrava una ridicola trovata pubblicitaria diventa realtà.&lt;/p&gt;</description><guid>http://mardy.it/it/blog/2018/12/cammino-quindi-penso-2018-12-19.html</guid><pubDate>Wed, 19 Dec 2018 13:06:00 GMT</pubDate></item></channel></rss>